Rapporto Frammentato

Fiumi di parole attraversano il legno levigato da prigionieri,
cosa rimane dopo una lettura,
il tono è l'unico ricordo di una discussione,
il ritmo è l'unico ricordo di una canzone,
e le parole dove sono?
Troppo complicato rimanere concentrati per le parole che passano come saette in un cielo spezzato di colori,
ormai le attenzioni sono come attimi, uno sguardo e via, cosa rimane di quello sguardo con il tempo? Poco e nulla.
Le parole possono insegnare, possono criticare, possono essere amorevoli e al tempo stesso essere dolorose, le parole possono accompagnarti, però decidiamo di non farci accompagnare da loro.
L'arte, in qualsiasi opera, va pian piano a perdersi in un cielo ricoperto da nuvole,
e cosa rimane di quel cielo se nessuno più lo guarda?
Se l'attenzione ricade solo sul proprio io e sui propri piedi? Rimane poco e nulla,
cosa rimane di un opera ben fatta o di un capolavoro invenduto? Nulla: rimane a farsi fissare, ascoltare, leggere, per poi finire archiviato con il passare del tempo, o meglio, per poi finire come una foglia che svolazza in un cimitero vuoto di lapidi,
cosa rimane di qualcosa che suscita in te emozione? Poco e nulla, dopo un piccolissimo lasso di tempo, ecco che c'è già qualcosa di migliore,
c'è sempre qualcosa di migliore, e si perde valore, con il tempo, ci lasciamo levigare da mani intrappolate di prigionieri senza pensare che, il valore, lo definiamo noi.
Il valore, lo definiscono le parole, proprio quelle parole su cui non ricade più l'attenzione, proprio in quel quadro che non suscita più nulla e che si vede analizzare quotidianamente,
forse è questo il bello dell'arte, che è come Laura, la donna descritta da Petrarca, l'essere umano, così come qualsiasi essere vivente, subisce l'erosione del tempo, e questo fa perdere valore, o almeno, così crediamo,
non per forza qualcosa di rovinato perde valore, invece noi, vogliamo tutto perfetto, si desidera il perfetto e ci si nasconde dietro errori di altri affinché l'immagine che si ha di se stessi sia perfetta, allora quando un piccolo prodotto non è perfetto si scarta, quando un animale non è perfetto si abbandona e quando un quadro non è perfetto, beh, si ripara.
Si desidera la perfezione quando non siamo in grado di ascoltare, quando non siamo in grado di fermarci un attimo a osservare il percorso delle biglie sulla spiaggia dorata, quando non recepiamo ciò che ci viene comunicato,
si desidera la perfezione, poi quando si vede qualcosa che non va, non ci si mette lì, d'impegno, a far si che quell'imperfezione sia il punto di forza, ma si preferisce passare oltre, passare al prossimo, passare al successivo, 'avanti un altro'.
Quanta crudeltà nel vedere insegnamenti non recepiti, nel vedere libri non letti, nel vedere opere non visionate,
d'altronde, l'immagine perfetta dell'evoluzione dell'attenzione ce la fornisce una stella cadente: si rimane sdraiati a osservare il cielo per aspettare il passaggio di una stella cadente, dopo il piccolissimo lasso di tempo cosa rimane? Nulla.
I ricordi come una polaroid, vengono sbiaditi con il passare del tempo, l'unico problema che questo lasso di tempo sta divenendo sempre più breve.